| IL BORDI NELLA VITA... |
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| Scritto da Administrator | |
| luned́ 06 novembre 2006 | |
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A volte accadono eventi che cambiano il tuo modo di vedere le cose e che condizionano le scelte che dovrai fare in futuro. Per chi ha la pazienza di leggere e la capacità di capire e credere...molte cose saranno più chiare. S'IO FOSSI CHIARO... Ognun ha facoltà d'agir secondo scienza, ma ciascun dichiara e appare in fin che intende arrischiarsi. E in special modo chi più conosce, perchè veritas non atta omnibus. Ma ciò che spinge a urlar il tacito, ciò che rende apparso 'l defunto anche in me s'esprime e non mi resta che velar il vero in vetusto verbare, ché chi nol conosce tosto smise la lettura, chi nol prende sul serio già se n'è ito, e solo uno su mille avrà la chiave dell'esser mio. In tal modo placato sarà il desio di rivelar (perché infin l'avrò espresso) e la condizione in eguale marrà. ...Fu chi al solito è pastore, dall'autunno trasformato, a piantar nell'an '90 ciò che avrebbe maturato. Ciò ch'è incline a germogliar non lo fa però a bacchetta, e chi semina s'aspetta prima ch'esca ciò ch'è atteso. Fu così che in sei solari non fu chiaro il mio cammino, e pur presa giusta via c'era nebbia a rallentare. Non fu caso che il germoglio si spuntò in '96, quando in nome del piantare sorse un campo"intitolato". Già s'era nascosto chi col suo lume segna 'l dì e s'eran asciutte le gocce. Il custode s'apprestava a congedar l'ambiente e in quel mentre scorse in sedendo ombra infante. La paura,poi sgomento, poi placato dal parlare che parea soffiasse vento e sibilar in le fessure. <<Sii chi gente cerca... e gente fugge! E com'è vero ch'io man ti tengo a darti speme, tieni mano a chi s'appresta ad imparare, al fin che col sorriso il valor si diffonda a guisa tua. Ma con parola, con l'esserci e l'agir sarai di guida, e fra il soffrir ciò che aspiri fia raggiunto a casa mia, testimoni miei vicini. In fin saluterai in mente a pochi e in cuor a molti, per quel cor per cui vivesti>>. Se ne fu com'era giunto e lasciando mille cure, che il custode fu sgomento a dimandar si fosse scherzo di sera, si fosse gioco di deserto. E or s'incammina in erta via, a calpestar quell'orme che per dar io giunse. Non li vedi eppur ci sono, e mi portano per mano; danno forza,m'accarezzan, perché sanno ch'ho a bastarmi. E mi tengon compagnia sussurrando nel silenzio; non li sento eppur lo so, non gli parlo eppur lo sanno.
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| Ultimo aggiornamento ( venerd́ 09 novembre 2007 ) |
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